Campagna di prevenzione dagli avvelenamenti da funghi

Di funghi si muore oggi come in passato: la conoscenza e l’applicazione di pochi e semplici consigli, consentirà il consumo “sicuro”, di un prelibato frutto della terra. Non consumare funghi che non siano stati controllati da un micologo professionista!

Il Dipartimento di Prevenzione di Taranto con il Direttore Dott. Michele Conversano, il Direttore SIAN, Dott. Armando Durante, e i Micologi laureati in tecniche della Prevenzione nell'ambiente di vita e di lavoro dell'Ispettorato Micologoco, Roberto Rizzi, Cosimo Schifone e Michele Tria di Taranto, Giovanni Altavilla di Grottaglie, Giuseppe Perniola di Castellaneta e Marcello Palmisano di Martina Franca vi invitano a formarvi e a portare il raccolto presso le sedi dell'Ispettorato al fine di mangiare funghi sicuri e a non acquistare funghi da venditori improvvisati, ambulanti, e nell'acquisto presso le aree mercatali senza la certificazione di avvenuta visita sanitaria micologica.

Link  SIAN ASL TARANTO

 

Il consumo dei funghi è sempre occasione di grande soddisfazione non solo per quanto riguarda la preparazione ma anche perché spesso è associato a quella di aver provveduto “in proprio” alla loro raccolta: non ultimo, il consumo di funghi è spesso anche occasione per momenti di convivialità e socializzazione. È quindi molto importante che questi momenti di gioia non vengano turbati e rovinati da episodi che, a volte sfociano anche nella tragedia.

 

I dati sinora disponibili in relazione alle intossicazioni da funghi sono frammentari ed incompleti. Si può affermare che, come è da attendersi, l'incidenza delle intossicazioni è strettamente correlata con l'andamento stagionale dei funghi, come pure è legata alla produttività dei carpofori. 

 

L'efficacia terapeutica delle intossicazioni più gravi, in particolare quelle da amatossine, è strettamente legata alla tempestività dell'intervento medico come nel caso di intossicazioni da amatossine dove è fondamentale la diagnosi di sospetto e il rapido approccio terapeutico con diuresi forzata.

 

Nei casi non gravi di intossicazioni da funghi, che normalmente corrispondono a quelle con incubazione breve, è difficile individuare la specie fungina coinvolta oppure differenziare il quadro clinico dalle intolleranze alimentari o dalle tossinfezioni alimentari. 

Il protocollo diagnostico-terapeutico attivato in regione Puglia ha consentito di uniformare l'approccio ai soggetti con intossicazione da funghi.

A tal riguardo và considerata l a diagnosi differenziale.

 

Le intossicazioni da funghi (in generale) vengono inquadrate tra le gastroenteriti da sostanze esogene e devono essere distinte da forme di intolleranza alimentare e dalle tossinfezioni alimentari.

Nel caso di intossicazioni gravi quali quelle dell'Amanita phalloides e le specie mortali del genere Amanita e del genere Cortinarius, ad esempio, vanno considerati i seguenti punti: 

a) Le diverse competenze.

All'esordio la diagnosi è soltanto clinica. Solo il dosaggio dell'alfa-amanitina superiore a 10 ng/mL è in grado di discernere con sicurezza una intossicazione da amatossine ma allo stato attuale sono troppo pochi i casi che rientrano in tale situazione.

b) L'efficacia degli strumenti diagnostici.

Vi è la competenza del micologo che permette la diagnosi presuntiva della specie fungina coinvolta, e quella del medico che, considerando la clinica, definisce il quadro nosologico. Il laboratorio, salvo che per il dosaggio dell'amanitina, non è in grado di permettere una diagnosi esatta, anche se fornisce informazioni sulla funzionalità dei diversi organi.

c) Le nuove possibilità diagnostiche.

Il riscontro nei soggetti intossicati di orellanina è solo allo stato sperimentale, come pure l'isolamento in alcune specie fungine di sostanze dimostrate essere tossiche in animali da esperimento. La messa a punto di metodi sufficientemente rapidi e approntabili in tutti o nei principali laboratori clinici potrebbe consentire di ottenere metodi rapidi ed efficienti. In tal caso si dovrà tener conto anche del costo/beneficio di tale impostazione. 

 

 

Nell'ambito del possibile danno connesso con l'alimentarsi quello da funghi è tra i più gravi ed è prevenibile o comunque arginabile se la diagnosi è il più precoce possibile. Tra gli avvelenati da funghi, il minor numero di pazienti presenta una sindrome patognomonica a latenza inferiore a 6 ore ed a prognosi fausta. La grande maggioranza dei pazienti invece accusa unicamente sintomi gastrointestinali a latenza inferiore a 16 ore e senza febbre, e questo quadro è condiviso dalla maggioranza di chi presenta le ben più frequenti intossicazioni alimentari di altra eziologia; la diagnosi differenziale clinica fra questi due gruppi talvolta è possibile per criteri epidemiologici, ma più spesso non è possibile (e questo vale anche quando i sintomi gastrointestinali si presentano dopo le 16 ore dal pasto). La presenza di lombalgia e/o poliuria-oligoanuria deve far sospettare il danno renale.

 

Un numero considerevole delle numerosissime specie fungine è tossica, e per questo ogni anno si rilevano in Italia numerosi casi di intossicazioni, anche mortali; ciò è dovuto principalmente alla completa superficialità del cercatore di funghi dilettante che raccoglie, e purtroppo consuma senza un serio controllo micologico, tutto ciò che gli sembra commestibile, senza rendersi conto del reale pericolo a cui va incontro.

 

 

La sintomatologia gastroenterica, nausea e ripetuti episodi di vomito e diarrea, compare con latenze intorno alle 2-3 ore, per funghi con modesta tossicità d'organo e quasi nulla mortalità; ben diversa è l'intossicazione da funghi che può manifestarsi con una sindrome tardiva superiore alle 6 ore ( 8-12), perché provoca una più alta incidenza di morbilità e mortalità.

I sintomi inizialmente possono mimare una gastroenterite di tipo influenzale, così che il paziente e lo stesso medico curante sottovalutano il rischio, e si ricorre all'ospedalizzazione ed alla cura tardivamente, compromettendo a volte in maniera irreparabile lo stato di salute. 

Fra le sindromi a lunga incubazione si distinguono:

  • la sindrome falloidea (da Amanita phalloides, A. verna, A. virosa, Galerina autumnalis),
  • la sindrome parafalloidea (da Lepiota helveola, L. brunneoincarnata, Entoloma lividum, ecc.),
  • la sindrome gyromitriana (da Gyromitra esculenta, Helvella crispa)
  • la sindrome orellanica (da Cortinarius).

La più frequente è, di solito, l'intossicazione da amanita phalloides, la cui tossicità è legata alla presenza di amatossine che hanno come organo bersaglio il fegato; l'azione tossica si esplica con il blocco della sintesi delle proteine per inibizione del RNA polimerasi II e conseguente morte cellulare.

 

È sufficiente anche un solo quarto di cappello, pari a circa 7 gr, a determinare gravi intossicazioni che, inizialmente, sono caratterizzate da frequenti episodi di vomito, diarrea e dolori addominali con conseguente rapida comparsa di gravi stati di disidratazione e squilibri elettrolitici.

L'interessamento epatico, che si configura come una vera e propria epatite acuta, insorge dopo 24-48 ore dall'ingestione e, nei casi più gravi, può evolvere verso una gravissima insufficienza funzionale di tale organo, incompatibile con la vita.

Il danno renale è di solito secondario alla grave disidratazione, dovuta ai numerosi episodi di vomito e diarrea e non per un'azione diretta delle tossine sul rene.

Tutte le gastroenteriti che compaiono dopo ingestione di funghi non controllati dagli Ispettorati Micologici, con una latenza superiore alle 6 ore, devono essere trattate il più precocemente possibile con la decontaminazione (lavanda gastrica, carbone a dosi ripetute e purgante salino) e con un'infusione di liquidi, pari a circa 1 litro ogni 10 Kg di peso corporeo, per garantire un'adeguata volemia, soprattutto a livello splancnico, in considerazione del fatto che il trattamento è tanto più efficace quanto più è precoce.

 

È opportuno cercare sempre residui dei funghi consumati, cotti o crudi, e inviare ai micologi anche campioni di aspirato gastrico, per avere la conferma sulla specie fungina responsabile dell'intossicazione.

Un campione di urine, prelevato prima dell'inizio dell'iperidratazione, consente di dosare l'amanitina urinaria, ad ulteriore conferma del dubbio diagnostico.

Malgrado la progressiva riduzione dei tassi di mortalità registrata negli ultimi 20 anni, la percentuale dei decessi per intossicazione da amatossine è comunque rilevante, ciò giustifica la continua ricerca di una terapia antidotica realmente efficace; al momento attuale non è disponibile alcun antidoto di cui sia stata dimostrata l'efficacia con studi controllati.

La raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati è oggi disciplinata dalla legge 23 agosto 1993, n. 352, come modificata ed integrata dal Decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio 1995, n. 376, e dal decreto del Ministro della Sanità 29novembre 1996, n. 686, che fissa i criteri e le modalità per il rilascio dell'attestato di micologo.

 

 

Accanto a questa normativa di carattere specifico (normativa primaria) ruotano una serie di disposizioni legislative di carattere generale (normativa secondaria) che sono indirettamente coinvolte nella preparazione, lavorazione, conservazione e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati,

Ci si intende riferire in particolare alla legge 30.4.1962, n. 283 (Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande), al D.P.R. 26.3.1980, n. 327 (Regolamento di esecuzione della legge 283/62), al D.Lgs. 26.5.1997, n. 155(Igiene dei prodotti alimentari), al D.M. 27.2.1996, n. 209 (Additivi alimentari), al Reg. (CEE/2218/89 Limiti di contenuto di radioattività), al D.Lgs. 27.1.1992, n. 109 (Etichettatura dei prodotti alimentari) ed al D.Lgs. 3.3.1993,n. 123 (Controllo ufficiale dei prodotti alimentari) e adesso alle Normative inserite dai vari Regolamenri CE.

 

I venditori di funghi freschi spontanei possono vendere nelle aree mercatali indicate dai Comuni, negli esercizi di vendita di generi alimentari e nelle attività munite di Autorizzazione Comunale al commercio.

Trattare gli argomenti concernenti le intossicazioni da funghi porti, inevitabilmente, ad affrontare anche l'argomento prevenzione.

L'annuale ripetersi di fatti drammatici, avvenuti nel Lazio, conseguenti ai più banali e superficiali comportamenti dovuti a un'insufficiente conoscenza della materia, pone l'obbligo di prendere in seria considerazione il problema dei modi d'agire, a vari livelli, per quanto concerne la commestibilità dei funghi.

Questo argomento è molto sentito nell'ambito della nostra ASL.

 

L'attività formativa, svolta dai Micologi dell'Ispettorato Micologico della ASL di Taranto, ha mostrato quanto i giovani possano essere recettivi di fronte ad argomentazioni serie ed illustrate con chiarezza.

 

Ancor più è emerso come il messaggio, raccolto dal giovane, venga da egli "veicolato" nell'ambito familiare, o comunque collettivo, riuscendo ad avviare un dibattito, e nella maggior parte dei casi un dialogo, anche con gli adulti che, sino ad allora, si comportavano come unici custodi di gelose "conoscenze" acquisite in maniera empirica e, purtroppo, sovente responsabili di conseguenze appunto drammatiche.

I funghi costituiscono un grande phylum di organismi (Regno Mycota o Fungi), una volta considerati parte dei vegetali, ma da cui si differenziano in quanto completamente privi di clorofilla (e plastidi) e perciò incapaci di trasformare le sostanze inorganiche in organiche.

Devono essere perciò parassiti o saprofiti. Sono talvolta unicellulari (lieviti) ma più frequentemente sono costituiti da cellule tra loro comunicanti, disposte linearmente in filamenti detti ife.

 

Queste possono intrecciarsi tra loro costituendo talvolta un ifenchima o falso tessuto. L'insieme di esse si dice micelio ed è immerso nel substrato (terreno, legno, letame) in cui i Funghi si sviluppano. Essi infatti si nutrono in genere per assorbimento, dopo digestione esterna mediante esoenzimi;

La parete cellulare è generalmente costituita da micosina, un polisaccaride affine alla chitina; la sostanza di riserva è il glicogeno. La riproduzione ha luogo in vario modo, spesso coesistendo nella stessa specie una riproduzione agamica ed una sessuata cui prelude, nelle specie superiori, la formazione di un corpo fruttifero che può avere dimensioni macroscopiche (funghi a cappello, tartufi). La scelta della via riproduttiva è fortemente legata alle condizioni ambientali: in condizioni estreme o di difficoltà viene sempre privilegiata la via sessuata, per ovvie ragioni di opportunità. In condizioni di agio invece si ha prevalenza della replicazione asessuata, più rapida e più adatta a colonizzare gli spazi in tempi brevi.

 

Le innumerevoli specie di funghi presentano tanto una grandissima importanza ecologica poiché con i batteri hanno il compito delle trasformazioni della sostanza organica quanto una valenza sia dal punto di vista pratico poiché alcuni di essi (a vita parassita) causano enormi danni ad altri organismi fitopatogeni, ad es.). Se si esclude la loro fondamentale importanza nella produzione di antibiotici, la loro valenza in ambito farmaceutico è limitata all'aspetto tossicologico e patologico e solo in pochi casi vengono impiegati prodotti erboristici direttamente derivati da funghi. Un'eccezione è costituita da alcuni prodotti di fermentazione di origine orientale (riso rosso fermentato) e dall'impiego di ceppi fungini nell'industria farmaceutica di sintesi (produzione di statine per il controllo del colesterolo, ad es.)

 

Ecologicamente importante la loro partecipazione alle simbiosi di tipo micorrizico, nelle radici di alcuni vegetali (Leguminosae, Ericaceae, ad es.).

Tassonomicamente il phylum è suddiviso in Ascomiceti, Basidiomiceti e altri gruppi di minore importanza tassonomica come gli Zygomiceti, cui appartengono molte muffe.

Non solo i Basidiomiceti sono tossici, ma anche molti Ascomiceti: ocratossine, aflatossine, botuline ed altre tossine prodotte da specie fungine possono avere effetti letali se presenti in cibi avariati.

Data di pubblicazione:

23/11/2018

Ultimo aggiornamento:

23/11/2018