Realtà virtuale, nanoparticelle e imaging contro le malattie del sistema nervoso

È Giuseppe Gigli, direttore dell’Istituto di Nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR Nanotec), a dare il benvenuto a tutte le persone partecipanti al webinar “L’innovazione tecnologica nelle malattie del sistema nervoso” tenutosi il 28 settembre 2022. “Le malattie rare non devono più essere un problema di nicchia ma il problema”, è l’invito di Gigli prima di cedere la parola a Giuseppina Annicchiarico, coordinatrice del CoReMaR Puglia.

La conoscenza

Da trent’anni nel settore e da venti al fianco della Pubblica amministrazione nel coordinamento delle malattie rare in Puglia, Annicchiarico sottolinea l’importanza dello scambio di idee per l’innovazione. La conoscenza è infatti tema fondamentale nelle malattie rare, così diverse e così penalizzate dalla poca informazione in merito. Ecco l’importanza della rete, della multidisciplinarietà, della condivisione. Il CoReMaR è nato nel 2009 e da sempre si fonda sulla condivisione di competenze. Grazie al Sistema informativo malattie rare Regione Puglia (SIMaRRP), è possibile conoscere quali malattie rare si manifestano in Puglia e con quale frequenza: a volte vi sono 700 pazienti (come per la SLA), a volte 50, a volte anche una sola persona. Sono malattie che colpiscono a tutte le età, anche le persone anziane dove chiaramente l’assistenza si fa più complessa.

Molti sono i centri che si occupano di malattie rare in Puglia, tanto che la mobilità si è notevolmente ridotta nel tempo grazie all’informazione sull’offerta di cura. Al primo posto vi è il Policlinico per la sua garanzia di interdisciplinarietà, ma al quinto posto spicca un piccolo ospedale del territorio, il Panico di Tricase, sede tuttavia di una conoscenza specifica grazie al centro di Neuroscienze diretto da Giancarlo Logroscino.

I biomarcatori

Proprio dal Tricase arriva Chiara Zecca, per parlare di biomarcatori utilizzati prima come supporto (dal 2011) poi (dal 2014) come elemento essenziale della diagnosi, giacché si è evidenziata la presenza di marcatori fin dalla fase presintomatica, quindi precedente al danno neuronale. I biomarcatori sono fondamentali nella diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative, lo sottolinea Giancarlo Logroscino. Attualmente è possibile fare diagnosi clinica della malattia ma questa è poco interessante ai fini della terapia perché in genere la fase è già avanzata. Negli ultimi 15 anni invece si sono sviluppate tecniche diverse di imaging molecolare con cui è possibile fare diagnostica in vivo sul plasma anche prima dell’esordio clinico della malattia e con un’accuratezza del 90%.

L’identificazione dei tumori

Angela Mastronuzzi, dall’ospedale Bambin Gesù di Roma, parla di WHO classification, modificata nel 2021, segnando il passaggio da una classificazione istologica dei tumori del sistema nervoso centrale ad una molecolare integrata. Questa permette di identificare nuovi tumori e dare un valore prognostico ma anche e soprattutto terapeutico. Andrea Carai si occupa al Bambin Gesù di Neurochirurgia oncologica in ambito pediatrico, dove la casistica è dieci volte inferiore rispetto agli adulti ma ogni anno se ne contano circa 400 in Italia. La tecnologia offre oggi la visualizzazione con la realtà virtuale, con immagini personalizzabili che consentono di vedere le lesioni in maniera più precisa ma anche studiare, e persino simulare, la procedura meno invasiva.

Le nanotecnologie

Ilaria Elena Palamà del CNR Nanotec illustra le potenzialità delle nanoparticelle che, capaci di attraversare la barriera ematoencefalica, sono biocompatibili e in grado di veicolare sia farmaci, riducendone l’effetto tossico, che materiale genetico.
Dalle nanotecnologie arriva lo sviluppo delle immagini. Premessa l’importanza di una buona immagine nello studio delle malattie neurologiche, grazie all’intervento di Giuseppe Palma (CNR Nanotec) riusciamo a scoprire le opportunità dei filtri di riduzione del rumore nelle immagini radiologiche che permettono di ottenere informazioni preziose e identificare alterazioni anche minime. Alessia Cedola aggiunge l’imaging a contrasto di fase, tecnica che inizia ad apparire anche nella clinica e che mostra le lesioni in maniera estremamente definita.


Imaging, realtà virtuale, biomarcatori, e sempre condivisione di tutte le competenze consentiranno nel prossimo futuro di diagnosticare in modo sempre più precoce, identificare il percorso più adatto e personalizzare le cure per una popolazione sempre più ampia.

Data di pubblicazione:

29/09/2022

Ultimo aggiornamento:

30/09/2022